Età nel trapianto di capelli: fascia 18 - 22 - 25 - 28 - 60 anni

Perdere i propri capelli rappresenta un disagio psicofisico tanto per un uomo quanto per una donna. Ma cosa accade quando la perdita è vissuta da un ragazzo? La comparsa dei sintomi di calvizie in soggetti molto giovani causa imbarazzo, vergogna e ha forti ripercussioni sull’autostima e sulle relazioni sociali. Il processo di diradamento diventa un nemico da debellare ad ogni costo. Tuttavia, è lecito chiedersi se sia consigliabile sottoporsi a procedure come il trapianto di capelli anche in età giovanile.

Perdita di capelli precoce: dati clinici in Italia

Uno studio condotto su un campione di diecimila ragazzi italiani da IHRF (International Hair Research Foundation) – la fondazione di ricerca per le patologie legate ai capelli, presieduta dal Prof. Fabio Rinaldi, con sede a Milano - ha dimostrato che i ragazzi e le ragazze, di età compresa tra i 12 e i 20 anni, sono affetti da una prematura perdita dei capelli.

L’incidenza è pari al 60% per il sesso maschile e al 40% per quello femminile. La ricerca ha così evidenziato che 1 ragazzo su 5 è affetto da calvizie.

È stato dimostrato che i fattori che concorrono all’innescarsi del fenomeno possono essere vari, ad esempio:

  • disturbi del comportamento alimentare o diete sbilanciate;
  • abuso di fumo o bevande alcoliche;
  • periodi di forte stress psico-fisico con conseguenti manifestazioni somatiche;
  • eccessivo uso di prodotti per capelli, spazzole, piastre o asciugacapelli;
  • cause esterne come ustioni, cicatrici o radiazioni;
  • ricorso a terapie pensanti come chemio;
  • origini ereditarie.

L’analisi della natura di queste cause scatenanti determina la scelta di un percorso terapeutico. Quando il diradamento prematuro è conseguenza di carenze alimentari, abusi di sostanze, affaticamento, problemi ormonali o ampio ricorso a prodotti chimici, esiste una probabilità molto alta di ricrescita dei capelli. In tal caso, occorrerà rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Quando, però, è determinato da cause genetiche, la possibilità che i capelli ricrescano senza alcun intervento è decisamente bassa. L’alopecia androgenetica, infatti, indica una patologia che comporta un graduale processo di miniaturizzazione e caduta permanente dei bulbi piliferi ed è la causa più comune di calvizie tra i giovani.

Esistono i corretti presupposti per sottoporsi a una procedura di trapianto dei capelli in giovane età?

È comune credere che la perdita dei capelli sia un fenomeno che riguardi persone di una fascia d’età avanzata. Eppure, non è così: come dimostrato dai dati precedenti, sono tanti i ragazzi che si ritrovano a dover fare i conti con una chioma sempre meno folta e con un’immagine riflessa nello specchio poco aggradante. Accettarsi così a vent’anni risulta quasi impossibile.

Sempre più frequentemente, infatti, molti giovanissimi pazienti - che temono una progressione della linea di stempiatura - considerano l’intervento di trapianto di capelli come il rimedio alla propria calvizie.

Nonostante da un punto di vista tecnico, la fascia d’età per un innesto di capelli vada dai 18 agli 80 anni – fatto stante che il paziente goda di ottima salute e possegga una buona area donatrice – la maggior parte degli specialisti sconsiglia qualsiasi intervento prima dei 25-30 anni.

I pazienti d’età inferiore ai 25 anni non sono dei candidati ideali ed è un grave errore, da parte dei medici tricologi, scegliere di assecondarne le richieste.

A tal proposito ci sono alcune considerazioni da fare:

1. A 20 anni l’alopecia androgenetica non è stabilizzata. La calvizie è al primo stadio di manifestazione e non è possibile determinare il decorso fisiologico della patologia. È improbabile fare previsioni sull’evoluzione del diradamento che è un processo dinamico. Eseguire un trapianto di capelli significherebbe, quindi, inseguire il progresso della calvizie senza mai debellarla. Risulta più ragionevole aspettare la naturale remissione del fenomeno così da poter pianificare e programmare le fasi d’intervento. Questo garantirà risultati efficaci e a lungo termine.

2. Un innesto capillare in un paziente molto giovane non implica l’arresto dell’azione del DHT - l’ormone che causa l’indebolimento dei bulbi piliferi e la conseguente caduta.

I capelli, perciò, continuerebbero comunque a cadere e questo comporterebbe un inadeguato risultato estetico con una distribuzione delle unità follicolari disomogenea. Questo a lungo termine si tradurrebbe nella necessità di eseguire una nuova operazione, avendo inutilmente disperso del patrimonio pilifero dalla zona donatrice.

3. È importante considerare la possibilità di un cambiamento fisiognomico del paziente: i lineamenti e le forme del volto di un ragazzo di vent’anni sono destinati a cambiare e maturare con l’età. Questo comprometterebbe il risultato estetico finale dell’operazione perché la linea dell’attaccatura deve essere ridisegnata dal chirurgo in base alle caratteristiche del volto singolo paziente.

Sottoporsi a un autotrapianto di capelli in età giovanile: sì o no?

La risposta è no.

Ai giovani pazienti che convivono con questa patologia si consiglia di attendere la naturale curva di remissione dell’alopecia. Nel frattempo, però, si valuta, assieme con il proprio tricologo di fiducia, la possibilità di sottoporsi a un trattamento farmacologico con Finasteride e Minoxidil. In questo modo, si cerca di regolare la perdita dei capelli e stimolare la rigenerazione dei follicoli ancora vitali. È una sorta di terapia d’urto che ha come obbiettivo quello di stabilizzare la calvizie nel lungo termine.

Solo dopo aver terminato il trattamento, e una volta raggiunta la giusta fascia d’età, il paziente deve verificare le condizioni adatte a un trapianto di capelli.

Qual è l’età migliore per intervenire chirurgicamente?

La fascia d’età consigliata per procedere a un intervento di innesto dei capelli è quella che va dai 25 ai 30 anni. Anagraficamente, i pazienti che hanno raggiunto l’età adulta non vivono ulteriori cambiamenti fisiognomici, né ormonali; la loro calvizie ha raggiunto una fase di stabilizzazione e la zona donatrice è pienamente folta.

In conclusione, è doveroso sottolineare l’importanza di affidarsi sempre a medici competenti e professionali che possano consigliare e guidare i pazienti verso il miglior percorso terapeutico possibile. Solo un’attenta valutazione clinico medica garantisce di rifuggire da errori.

Indiscutibilmente, deve essere compreso il desiderio di un ragazzo di riacquistare la propria autostima e sicurezza. Proprio in virtù di questa vulnerabilità, è fondamentale diffidare da facili ed economiche soluzioni, ponderare bene le proprie scelte senza farsi prendere dall’ansia e affidarsi sempre a specialisti dermatologi e chirurghi del settore.

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