zona donatrice
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L’importanza della zona donatrice nel trapianto capelli

È densa di capelli forti e sani ed è di grande aiuto per il tuo trapianto di capelli.
È la zona donatrice, l’area della testa – generalmente nella parte posteriore, ossia dalla nuca fino al vertice, e ai lati, immediatamente sopra l’orecchio – da cui vengono estratti e raccolti i follicoli piliferi che successivamente verranno utilizzati nel processo di trapianto di capelli.

Zona donatrice nel trapianto di capelli

Quante volte avrai letto o sentito che in un trapianto di capelli “tutto dipende dalla zona donatrice”? Noi dal canto nostro siamo certi di averlo detto e scritto tantissime volte!
Perché sì, ormai lo sanno tutti. Nell’autotrapianto di capelli la zona donatrice ne determina la fattibilità. Perché? Cosa rende “speciali” i follicoli della zona donatrice nel trapianto di capelli?

Nella nuca e nella zona laterale della testa le unità follicolari sono geneticamente diverse da quelle della zona anteriore della testa, perché in grado di resistere all’azione dell’ormone all’origine della miniaturizzazione (assottigliamento) dei capelli. 
Facci caso, qui i capelli appaiono più forti e in salute. Per questo nell’autotrapianto di capelli vengono estratti per essere impiantati dove serve.

Nel caso in cui il paziente presenti un numero insufficiente di capelli nell’area sul cuoio capelluto, possono essere prese in considerazione fonti alternative provenienti da altre aree del corpo, come la barba e il petto.

Trapianto di capelli e zona donatrice scarsa:
cosa fare?

Prima di sottoporsi al trapianto di capelli è fondamentale una corretta valutazione delle condizioni mediche del paziente. Procedere con un trapianto di capelli con una zona donatrice scarsa, ad esempio, è praticamente impossibile. 
Questo avviene quando l’area del cuoio capelluto da cui vengono prelevati i follicoli piliferi ha una densità insufficiente. Andare a estrarre unità su un’area già debole e compromessa porterebbe a un risultato estetico sgradevole, oltre che controproducente. 

Capelli deboli, sottili e radi sono i presupposti per un responso negativo all’intervento da parte del nostro chirurgo, ma non temere, fortunatamente ciò avviene solo nel 20% dei casi!

Zona donatrice buona? Trapianto di capelli OK!

Come sicuramente saprai, l’autotrapianto con tecnica FUE prevede il prelievo di unità follicolari dalla zona donatrice per impiantarle nelle aree diradate. 
Una buona e folta zona donatrice dà in misura proporzionale un numero sempre adeguato di bulbi da espiantare. Questa fase è molto delicata e un chirurgo capace ed esperto saprà prelevare i bulbi in maniera da non creare un diradamento visibile nella zona donatrice. 

Autotrapianto di capelli fino a 5000 grafts: perché?

Se conosci il trapianto di capelli ti sarà capitato di leggere questa indicazione sul numero di unità follicolari impiantate. Ma come mai questo limite?

Può succedere che si ritengano necessarie due sessioni di trapianto dato il numero elevato di grafts di cui la zona ricevente ha bisogno per essere rinfoltita. Anche in questo caso entra in gioco la zona donatrice. Occorre preservare la zona donatrice nel trapianto di capelli prelevando un numero adeguato di unità follicolari dato che un’azione troppo incisiva in queste zone potrebbe provocare uno shock intenso.

Cosa succede alla zona donatrice dopo il trapianto di capelli?

Una delle domande più gettonate sul post-trapianto è la seguente: si vedranno delle cicatrici nella zona donatrice? La risposta è sempre la stessa: assolutamente no.

zona donatrice dopo trapianto capelli

A differenza della tecnica FUT, che richiede punti di sutura lasciando una cicatrice lineare dietro la testa, le tecniche più comunemente utilizzate, la FUE e DHI non prevedono incisioni e, di conseguenza, punti di sutura.

Recupero della zona donatrice: qualche consiglio utile

Ricorda: il trapianto di capelli è un intervento chirurgico. È normale che tu avverta i comuni effetti di un post-intervento. 

Dopo il trapianto di capelli potresti per esempio avvertire dolore nella zona donatrice. Ma tranquillo, si tratta di una condizione assolutamente fisiologica e temporanea. Durante l’intervento l’anestesia tiene a bada il dolore per consentirti un intervento confortevole. Nei giorni successivi, qualora presente, è invece possibile gestire il dolore facendo ricorso a comuni antidolorifici.

Dopo il trapianto di capelli potresti anche avvertire del bruciore nella zona donatrice. Anche in questo caso si tratta di un’eventualità temporanea, che potrai risolvere con l’applicazione di una lozione lenitiva prescritta dal tricologo che ha seguito il tuo percorso. 

Il recupero della zona donatrice richiede ovviamente maggiore cura. Seguire le indicazioni post-operatorie del medico e garantire una buona igiene del cuoio capelluto mantenendolo pulito e idratato è necessario per raggiungere una guarigione ottimale dell’area e un risultato naturale!

Guarigione della zona donatrice: tempi e procedure

Un aspetto cruciale del trapianto di capelli è il processo di guarigione della zona donatrice. Come anticipato, è normale sperimentare un certo grado di gonfiore, rossore e sensibilità. 
Dopo al massimo 2 settimane dal trapianto non noterai alcun segno o traccia del trapianto.

Ti basti pensare che la cosiddetta “tecnica della striscia”, la FUT , richiedeva un periodo di guarigione di quasi un mese e poteva causare perdita di sensibilità nella zona da cui venivano estratte le unità follicolari. Senza contare le cicatrici nella zona donatrice!
Tutti rischi eliminati con le moderne tecniche.

I capelli della zona donatrice ricrescono?

Un altro dubbio molto comune in chi si avvicina al trapianto di capelli riguarda la densità della zona donatrice. Verrà ripristinata oppure no?
Dobbiamo purtroppo darti una cattiva – ma non totalmente – notizia: no, dopo il prelievo i capelli della zona donatrice non ricrescono. Anche nelle procedure più innovative di trapianto di capelli, a venire rimosso per essere impiantato altrove è l’intero follicolo pilifero. Tuttavia, le moderne tecniche chirurgiche e – soprattutto – l’abilità del chirurgo esperto consentiranno un prelievo omogeneo, tale da rendere la perdita meno evidente e da consentire ai capelli circostanti di mascherare in maniera efficace l’assenza.

C’è un “ma”. È opinione diffusa tra gli addetti ai lavori – in malafede – affermare che la ricrescita dei capelli nella zona donatrice dipenda esclusivamente dalla bravura del chirurgo. Ma la condizione per cui i capelli possono effettivamente ricrescere è solo una: che il follicolo non sia stato estratto correttamente. 
Tutto ciò porterebbe solo a un reimpianto non corretto e di conseguenza a un intervento mal riuscito.

Insomma, se non fosse ancora chiaro, la zona donatrice è un’area cruciale per riconquistare i propri capelli. Da qui dipendono tante variabili e – prima di tutto – la fattibilità dell’intervento chirurgico. 

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