I Rischi del trapianto di capelli in Turchia

Se un tempo riacquistare la propria capigliatura grazie al trapianto di capelli poteva sembrare un miraggio per pochi, oggi concedersi un trattamento contro la calvizie - anche di alto livello - è un sogno alla portata di tutti. L'esplosione del fenomeno ha comportato fermento e grande interesse, sia da parte di potenziali pazienti, che di cliniche e strutture mediche che nel tempo si sono specializzate in un trattamento che oggi fa muovere milioni di persone ogni anno.

Come spesso accade, ciò ha portato alla nascita di un vero e proprio "mercato nero" del trapianto dei capelli in diversi Paesi del mondo. Curarsi all'estero, però, non implica necessariamente rischi per la salute del paziente, il quale ha la possibilità e il diritto di valutare tra un ventaglio di strutture altamente qualificate e con una lunga storia di successi alle spalle. Quello della mancata "qualità" all'estero è spesso un appiglio che persino conosciuti professionisti del nostro Paese utilizzano come scudo per difendere il proprio - altrettanto meritevole - lavoro. Per questo i possibili rischi di trapianto capelli Turchia sono da considerare al pari di quelli a cui potrebbe andar incontro un paziente nel nostro Paese.

Personale poco qualificato?

Si pensa che nelle cliniche turche, destinazione ultima dei viaggi medicali all-inclusive, lavorino persone non formate adeguatamente per operare e assistere i pazienti. Quel che è vero è che ogni clinica ha una storia da difendere, in virtù delle professionalità che vi lavorano. Valutarne l'operato è semplice perché la realtà è sotto gli occhi di tutti. Le cliniche turche hanno raggiunto la popolarità anche grazie alla preparazione tecnica e all'esperienza delle equipe mediche con cui operano, garantendo altissimi standard qualitativi. Questo perché il governo turco ha fatto grandi sforzi per trasformare il suo paese in un leader mondiale in questo settore, investendo nella ricerca e nella formazione. Occorre comunque affidarsi a un centro specializzato e accreditato, per non rischiare di imbattersi in trapianti irregolari, con unità follicolari mal inserite, infezioni o perdita degli inserti. La mediocrità esiste, anche nel nostro Paese. Bisogna solo saperla riconoscere.

Prezzo basso = scarsa qualità?

Tante persone vengono attirate da siti web che millantano operazioni a prezzi fin troppo bassi. È opportuno prima di tutto distinguere questo tipo di "mercato nero" dal lavoro di agenzie di turismo medicale che offrono un servizio con garanzie reali e personale sempre presente sin dalla fase di scelta del cliente. In quest'ultimo caso il prezzo del pacchetto - comunque basso rispetto a quello proposto in Italia - è giustificato dal grande numero - più di 350 solo a Istanbul - di cliniche specializzate nell' autotrapianto, e dai costi di retribuzione del personale e di gestione di una clinica di gran lunga inferiori rispetto all'Italia.

Nel caso della clinica del Dr. Serkan Aygin, il prezzo dell’intervento è fisso, e stabilito non in base al numero di unità follicolari trapiantate ma in base all'effettivo tempo di lavoro impiegato per eseguire l'operazione: in un'unica sessione di trapianto, della durata massima di 6 ore, durante la quale vengono trapiantati al massimo 5000 bulbi. Eccho i risultati di un suo paziente.

Foto prima e dopo l'intervento


Il metodo utilizzato è rischioso?

Tra le tecniche più utilizzate a Istanbul per il trattamento della calvizie c'è la FUE, un procedimento chirurgico innovativo e poco invasivo che consiste nell'estrazione di unità follicolari e il successivo reimpianto nelle zone carenti di capelli. In passato, con l'utilizzo della tecnica FUT i rischi dell'autotrapianto erano maggiori e, in alcuni casi, permanenti. Oggi le esperienze negative si sono ridotti esponenzialmente. L'autotrapianto FUE è un intervento sicuro, senza alcuna possibilità di infezione o rigetto, trattandosi di un'operazione che prevede l'utilizzo di capelli che appartengono al paziente stesso. In ogni caso, il segreto per evitare il rischio di infezione dopo il trapianto di capelli rimane quello di scegliere con cura la clinica di riferimento, optando sempre per il rispetto degli standard igienici necessari, e di grande attenzione alla terapia prescritta.

I capelli cadono di nuovo?

No, i capelli trapiantati non cadono nuovamente, perché vengono prelevati da una zona considerata "sicura". Il corpo però - bisogna ricordarlo - reagisce in maniera naturale al trapianto. Succede così di notare, dopo 4-6 settimane dall'intervento, una caduta temporanea dei capelli che preannuncia le fasi di crescita e riposo. Questo processo temporaneo permette alla radice di eliminare il capello utilizzato durante il trapianto e garantire la rinascita di un capello più sano e forte. Di base, la buona riuscita dell'intervento è sempre frutto di diversi fattori: dell'abilità del personale medico - di cui non si può far a meno - abbiamo già parlato in precedenza. Un buon risultato dipende anche dalla cura con cui si seguono le indicazioni prescritte dal chirurgo per i mesi successivi al trapianto, una fase delicata e importante.

Autore dei contenuti Dr Serkan Aygin - facebook - twitter - instagram

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